Capitolo sette
L’ISOLA CHE NON C’E’
Teo, puntuale come non mai, passò a prendere Luce.
“Seguimi, e non fare storie!”
[Eh, per forza. Dove vuoi che vada.]
“Posso confessarti una cosa? Sai cosa odio delle persone come te Luce? Non sopporto il fatto che non vi fermate mai ad ascoltare la voce dei silenzi. Forse non sai nemmeno di cosa sto parlando, ma sono sicuro che presto, più di quanto immagini, imparerai anche tu ad ascoltare la voce della tua anima e delle tue emozioni. E’ una cosa bellissima Luce. Non puoi capire, ora. Ma lo farai, sono sicuro. Sarà tutto diverso. Voi siete troppo impegnati nella vita caotica delle grandi città, dove ormai di naturale non c’è più niente. Ed è proprio per questo motivo che penso che questo mondo stia andando in autodistruzione. Ormai le azioni dell’uomo hanno esasperato questo mondo… lo hanno violentato troppe volte, e continueranno a farlo. Purtroppo. Invece qui… beh, qui è davvero diverso… prova a guardarti intorno. Cosa vedi? Qui c’è solo bellezza. Il sole, le nuvole, le foglie… i fiori… i loro profumi… vieni…”
Luce lo seguì, senza dire una parola, un po’ stupita…
Entrarono nel bosco, passando per il fiume. Era tutto così suggestivo, con i raggi del sole che trapassavano le foglie degli alberi e creavano un’atmosfera incredibile.
“Questo è il mio Giardino Segreto. Quando sono triste, o semplicemente quando ho voglia di rilassarmi e stare solo vengo qui… magari a dipingere, a scrivere… mi piace il contatto con la natura, mi da ispirazione…”
“Ah, ma perché tu dipingi anche?”
“Si certo, la pittura è una delle mie tante passioni”.
Luce non sembrava particolarmente stupita di quella risposta. Ormai sembrava davvero che Teo fosse tutto ciò che odiava, o meglio, che aveva odiato.
“Posso confessarti una cosa?” Sai, se devo essere del tutto sincera, io ho sempre odiato quei cosiddetti artisti… pensavo sprecassero il loro tempo in cose stupide, futili, che non sarebbero servite a nulla. Sai, quando stavo in città, c’era un locale bellissimo, in cui c’era una saletta strana per soli artisti, illuminata con sole candele blu… ecco… penso di non esserci mai entrata, non mi interessava proprio. Non mi piace quel mondo. Sarò prevenuta, o quello che vuoi, ma non ci posso fare niente. Sono sempre stata abituata ad altri tipi di divertimenti. Davvero non mi sono mai soffermata ad ascoltare la voce dei silenzi, come dici tu. Però, quello era il mio mondo… e questo il tuo. Sembra davvero che non ci sia un punto d’incontro. Però, sinceramente e con un po’ di stupore, posso dirti che mentre parlavi, non so, ho sentito qualcosa… come se si fosse sbloccato qualche ingranaggio dentro di me. Per un attimo ho sentito freddo, mi sono venuti i brividi… non so quello che sta succedendo, non riesco a capirlo, ma sicuramente mi sento un po’ diversa da come ero quando sono arrivata.”
“Mi fa piacere sentirti dire questo, a dire la verità lo avevo immaginato. L’avevo già notato nei tuoi occhi ieri. È il potere della Natura, vedrai. Presto succederanno altre cose belle, ed inspiegabili. Te lo assicuro.” Le disse Teo tutto soddisfatto.
Lo sapeva. La trasformazione sarebbe arrivata in fretta. In ognuno di noi c’è un po’ di sensibilità che non vede l’ora di uscire. Ma ci vuole pazienza, tanta pazienza. Ci vuole qualcosa per riuscire a sbloccarla, e spesso non è facile. Solo il tempo…
Ormai erano in giro da ore, era arrivata sera, e Luce non si era nemmeno accorta di tutto il tempo che era passato.
“Ti accompagno a casa, per oggi abbiamo fatto anche troppo!”
“beh, grazie. Stranamente mi sono divertita, davvero. Buonanotte.”
“Anche io. Dai, alla fine non sei quella ragazza tanto superficiale e viziata che credevo.”
Luce sorrise.
Chiuse la porta. Teo era soddisfatto.
Domani sarà un nuovo giorno, ancora più importante.
Era tornato a casa, in camera, e si era sdraiato sul letto, ripensando ad una canzone.
EMOZIONI – Lucio Battisti
Seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi
ritrovarsi a volare
e sdraiarsi felice sopra l'erba ad ascoltare
un sottile dispiacere
E di notte passare con lo sguardo la collina per scoprire
dove il sole va a dormire
Domandarsi perchè quando cade la tristezza
in fondo al cuore
come la neve non fa rumore
e guidare come un pazzo a fari spenti nella notte
per vedere
se è poi è tanto difficile morire
E stringere le mani per fermare
qualcosa che
è dentro me
ma nella mente tua non c'è
Capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi
emozioni.
Uscir dalla brughiera di mattina
dove non si vede ad un passo
per ritrovar se stesso
Parlar del più e del meno con un pescatore
per ore ed ore
per non sentir che dentro qualcosa muore
E ricoprir di terra una piantina verde
sperando possa
nascere un giorno una rosa rossa
E prendere a pugni un uomo solo
perchè è stato un pò scortese
sapendo che quel che brucia non son le offese
e chiudere gli occhi per fermare
qualcosa che
è dentro me
ma nella mente tua non c'è
Capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi
emozioni.
Ripensava ai momenti felici passati poche ore prima. Era felice, davvero felice.
Luce, nel frattempo, era alla finestra a guardare fuori.
Cosa guardava?
L’infinito…